15 maggio 2010

Convegno sul turismo ad Acceglio

Convegno sul turismo ad Acceglio

Sabato 15 maggio ad Acceglio, si è svolto presso il Palazzo Municipale il Convegno “Turismo Escursionistico e Outdoor in Valle Maira” . Il dibattito è stato condotto dall’Assessore al Turismo del Comune Fabrizio Fea , promotore dell’iniziativa; dopo i saluti del Sindaco Riccardo Benvegnù si sono susseguiti gli interventi dei relatori che hanno analizzato la situazione attuale e le prospettive di sviluppo del turismo montano in valle, in Provincia di Cuneo e nel vicino distretto francese.


Apre il convegno Benedetto Sironi , responsabile della rivista Outdoor Magazine : “In Italia lo sci tradizionale a fune è in forte calo, mentre si registra un forte aumento delle attività sportive a diretto contatto con la natura: lo scialpinismo conta oltre 5.000 praticanti soltanto nel settore agonistico, nell’ultima stagione sono state vendute 10.000 racchette da neve, mentre in estate sta prendendo sempre più piede il free running, ossia le manifestazioni di corsa in montagna che sono ottimi veicoli di promozione dei territori alpini. Il viaggio sportivo nell’anno trascorso ha contatto la strabiliante cifra di 75 milioni di pernottamenti, grazie anche alla massiccia presenza di marchi sportivi italiani leader nel mondo, che sponsorizzano di buon grado eventi di alto livello e visibilità mediatica di settore”.


Di altra visione l’intervento di Claude Donnet , della Fédération Française de la Randonnée Pédestre , Presidente del comitato dipartimentale delle Alpi Marittime: “La nostra filosofia nell’approccio della montagna non è la competizione, bensì il rispetto della natura e degli altri escursionisti; si va in montagna liberi dall’assillo della velocità, ma lentamente, per vedere, scoprire e conoscere nuove persone. Nel nostro dipartimento riuniamo 80 associazioni di escursionismo, con 4.200 escursionisti tesserati e 6.000Km di sentieri; il nostro target di riferimento è la famiglia. Basiamo le attività della federazione su tre punti essenziali: la sicurezza e la segnalazione dei sentieri, la qualità delle proposte e le strategie di comunicazione con i frequentatori della montagna”.


Sulla stessa linea il contributo di Xavier Fribourg , Direttore dell’ Ufficio Turistico di Barcelonnette : “La tipologia del turista a cui ci rivolgiamo è la famiglia e i gruppi di amici, con passeggiate semplici (massimo 3 ore con 300 metri di dislivello), ben segnalate e con indicazioni naturalistiche. Pochi sono gli escursionisti incalliti, mentre puntiamo molto sulle attività culturali che animano il territorio. Il materiale informativo prodotto dall’ufficio turistico è in vendita, seppur a prezzo modico, per incentivare il risparmio della carta ed essere certi che le informazioni giungano a chi realmente ne richiede l’utilizzo. Abbiamo realizzato una carta e una guida dei sentieri, mentre recentemente è disponibile una carta transfrontaliera realizzata in un progetto interreg con gli operatori turistici italiani della provincia di Cuneo”.


Prende dunque la parola Gianni Vercellotti , appena rieletto per la quarta volta consecutiva Presidente dell’ A.T.L. del Cuneese : “Il settore turistico montano in provincia di Cuneo è in forte crescita, registrando nell’ultimo anno ben 956.000 presenze turistiche, per intenderci il doppio delle Langhe, che godono di ben altra notorietà a livello mondiale; altro dato significativo sono le 3-4 notti di pernottamento medio in valle, contro gli 1,5 giorni di permanenza in Langa. Dunque si sta lavorando bene, e salendo ad Acceglio ben si comprende cosa fa la differenza: c’è una divergenza sempre più ampia fra i capannoni della pianura e la realtà naturale preservata della montagna. Una strada lenta, piena di curve, offre scorci eccezionali agli occhi del turista, ma non bisogna dimenticare che la stessa strada crea enormi difficoltà a chi ci vive: è fondamentale che le istituzioni comprendano la necessità del presidio dei servizi, altrimenti diventa inevitabile lo spopolamento della montagna”.


Per presentare la situazione in valle, interviene Roberto Colombero , presidente di Comunità Montana Maira e Grana : “Dove stiamo andando? Nonostante le nuvole nere che si stanno addensando sopra Torino, con la nuova giunta regionale che sembra intenzionata ad assestare l’ultimo colpo di grazia agli enti montani, nutro un forte ottimismo per il nostro futuro. La Valle Maira gode di un turismo invidiato in buona parte delle Alpi, ed ascoltando i commenti degli operatori specializzati che la visitano emerge un sistema di trekking organizzato, strutture aggiornate con criteri moderni di architettura alpina, un servizio sherpabus che offre un servizio fondamentale all’escursionismo, un’identità chiara del nostro territorio. In questo momento la politica non capisce la montagna: noi siamo in piena corsa e vogliamo far ragionare gli amministratori in altro modo, ponendoci questa domanda: quali sono le attività economiche che non hanno bisogno di un sistema urbano per svilupparsi? Cerchiamo una risposta nella ricerca, nella formazione, nel turismo sostenibile. Paesaggio, energia e cultura sono beni economici che dobbiamo difendere e sviluppare; va in questa direzione la scelta della Comunità Montana con la Maira Spa di partecipare alla gestione del Campo Base e alla realizzazione di una scuola di montagna che vada a coinvolgere l’intero territorio amministrativo delle valli Maira e Grana”.


Chiude il dibattito dei relatori Ermanno Bressy , presidente della Compagnia del Buon Cammino : “Anch’io sono ottimista per il futuro per il futuro della Valle Maira. Dopo 20 anni dalla mia esperienza in Comunità Montana è cambiato tutto negli operatori turistici: oggi si offre un servizio decisamente professionale al turista, si lavora tutto l’anno e non soltanto nella stagione estiva, si investe il profitto in valle e non acquistando alloggi in pianura come un tempo. Oggi si lavora su un turismo straniero, offrendo ampie scelte di alta qualità. Il mondo dei vinti non è certo qui: la Valle Maira è invidiata da molti, ed è cresciuta non grazie ai politici bensì all’orgoglio della gente che la abita o che l’ha adottata come luogo di lavoro. La salvaguardia del paesaggio deve diventare un prodotto economico che permetta la vita degli uomini; ben vengano le tasse nei parcheggi se si fa passare il messaggio che il ricavato servirà a preservare i sentieri della valle; e incateniamoci non soltanto per la strada, ma anche per la banda larga, per la mancanza dei trasporti e dei servizi, per un’equità fiscale per chi lavora in un ambiente con oggettive difficoltà. Per chiudere, ricordiamoci che non basta l’enogastronomia e la bellezza delle montagne per mantenere la qualità della nostra offerta: ci va l’animazione, bisogna regalare emozioni e sensazioni. Altrimenti che cosa fa un turista da ottobre a maggio, dopo le 17, se non ha una bella fidanzata?”


Chiusura scherzosa di un convegno che ha affrontato diversi temi interessanti, di cui merita la pena soffermarsi ogni tanto per valutare a che punto siamo e che strada si vorrebbe percorrere. Non per nulla il dibattito è proseguito ben oltre il termine degli interventi, con proposte e suggerimenti di operatori turistici e semplici amanti della valle.
“Non dimentichiamoci che se la Valle Maira è diventato uno degli esempi di maggiore presenza dello scialpinismo in Italia lo dobbiamo ad una iniziativa privata, il libro Charamaio di Bruno Rosano; se si registra l’esplosione del mountain bike in valle lo si deve all’opera di Peter Vogt con la Locanda Ceaglio di Marmora e del libro di Sara Marino e Mariano Icardi”, ricorda l’assessore Fabrizio Fea.
A margine del convegno è stata presentata la nuova iniziativa di Maira Spa nella gestione del rifugio Campo Base e nella volontà di istituire una scuola di montagna che coinvolga l’intero territorio della Comunità Montana Maira e Grana.

Convegno sul turismo ad Acceglio

Testi e foto: Enrico Collo